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L’Agricoltura Urbana e Sistemi Acquaponici  per lo sviluppo sostenibile nelle politiche dell’economia circolare.                                   
  • Raffaella Vitale
Raffaella Vitale
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Abstract

A causa della rapida urbanizzazione, della crescita della popolazione, del cambiamento climatico e dell’inquinamento ambientale, la sicurezza alimentare e la sostenibilità sono diventate una preoccupazione primaria che deve essere affrontata a livello globale. La recente pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto sull'approvvigionamento alimentare interrompendo la catena di distribuzione alimentare e in conseguenza anche l’aumento ulteriore dei prezzi. Da queste circostanze è emerso la necessità e il bisogno di coprire l’approvvigionamento alimentare con prodotti locali. Inoltre, la crescente preoccupazione degli effetti dell’inquinamento ambientale e dell’uso intensivo dei terreni agricoli con pesticidi e composti chimici, il consumatore propende a scegliere prodotti alimentari sani, freschi e rintracciabili. L’agricoltura urbana emerge come strumento alternativo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità sociale, economica e ambientale. Il ventaglio dei diversi approcci dell’agricoltura urbana offre opportunità di costruire fonte di reddito alternativo come per esempio le serre sui tetti a coltivazione idroponica di famose realtà statunitensi, oppure crea possibilità di inclusione sociale e attività ricreativa come l’ampiamente diffusa e consolidata tecnica degli orti urbani, o ancora a tecnologia come l’acquaponica che rispetta appieno i requisiti dell’economia circolare.
L’acquaponica è riconosciuta dalle numerose potenzialità da quella di garantire cibo sano e sicuro all’ottimizzazione delle risorse. Mostra la prospettiva per lo sviluppo sostenibile della produzione alimentare nelle aree urbane e può fungere da elemento essenziale dell'infrastruttura urbana sostenibile nella futura visione delle città.
Nonostante le potenzialità dell’agricoltura urbana e di sistemi come l’acquaponica, esistono ancora alcune lacune che ostacolano lo sviluppo di modelli produttivi pienamente integrati nel quadro di un'economia circolare, e che devono essere risolti per ottenere un sistema produttivo semplice da usare, rispettoso dell'ambiente che genera pochi o nessun rifiuto ed è anche in grado di riutilizzare i rifiuti prodotti da altri sistemi esterni.
Inoltre, la mancanza di una legislazione specifica e armonizzata relativa ai settori come l'acquaponica e idroponica nell'UE pone freno e vincoli ai possibili investitori. La necessità di una revisione degli standard biologici dell'UE al fine di incoraggiare l'ulteriore sviluppo di tale tecnologia e che permetterebbe di applicare prezzi premium con il fine di rendere redditizia le attività imprenditoriali è di enorme importanza. Anche nel campo della pianificazione urbanistica e edilizia è necessario uno slancio verso l’integrazione dell’agricoltura urbana nel tessuto della città. Sono poche i casi in cui l’agricoltura urbana è applicata appieno in termini commerciale e urbanistici come per esempio New York. Nell’ambito italiano le autorità sono lontane nell’applicare l’agricoltura urbana fatta l’unica eccezione dell’introduzione quasi consolidata degli orti urbani nei regolamenti comunali con l’uso esclusivamente sociale e senza fine di lucro.
L’architettura e l’urbanistica avranno il compito di cambiare la visione delle città e di costruire spazi nei quali consentire nuove relazioni con le pratiche agricole.