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Impianto di depurazione delle acque reflue: progettazione di impianti con bioreattori a membrane (MBR) e confronto con processi convenzionali
  • FABIO PASTORE
FABIO PASTORE
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Abstract

In considerazione della sempre minore disponibilità di acque di buona qualità, un tema, oggetto di attenzione sia scientifica che legislativa, è la possibilità di riutilizzo delle acque reflue. Obiettivo del riutilizzo è la limitazione del prelievo delle acque superficiali e sotterranee, e la riduzione degli scarichi sui corpi idrici recettori. Il trattamento biologico rappresenta la fase più importante del ciclo depurativo delle acque reflue. I naturali processi biologici sono sfruttati all’interno degli impianti a fanghi attivi (CAS). Gli impianti di depurazione MBR si sono affermati nel panorama nazionale e internazionale come una consolidata alternativa ai convenzionali impianti a fanghi attivi, in particolare laddove sia necessario contenere l’ingombro planimetrico e/o garantire un effluente di qualità elevata. L’attività di tirocinio, svolta presso il Laboratorio di Ingegneria Sanitaria Ambientale (SEED) dell’Università degli Studi di Salerno, è stata finalizzata in una prima fase allo studio approfondito e al confronto tra le tipologie di trattamento convenzionali e innovative e, nella seconda fase, alla progettazione di modelli virtuali tridimensionali che rappresentano impianti innovativi, basati sull’utilizzo della tecnologia MBR.